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La decisione di prendere un cane. Una scelta consapevole.

April 2, 2017

 

In molte famiglie con bambini, in coppie senza figli o in persone single, magari trasferitisi da poco per lavoro in una nuova città e ancora non proprio ambietati, la voglia di prendere con sé un cane può essere davvero grande. Il cane è, tra gli animali da compagnia, quello che si presta maggiormente ad essere vissuto a 360 gradi. Possiamo permettergli di entrare in casa e condividere con noi ogni nostro spazio domestico, possiamo giocare con lui, possiamo portarlo con noi in vacanza e trascorrere il nostro tempo libero al parco insieme. Possiamo educarlo, insegnargli delle abilità, plasmarlo sul nostro stile di vita a cui si adatterà senza problemi e con entusiasmo. Sono numerosissime le persone proprietarie di un cane. In città se ne vedono ad ogni angolo, nei parchi, lungo la strada come al bar e perfino in qualche ristorante. Sono sempre di più gli alberghi che accettano di accogliere i nostri pet, perfino senza un supplemento extra. Tutto farebbe pensare che la decisione venga quasi da sé. Ma prima di procedere con la scelta dell'allevatore o del canile da cui prendere il nostro cane, sarebbe bene approfondire tutti gli aspetti che questa convivenza comporta. 
A partire dall'impegno e dalle spese che dovremo affrontare al suo arrivo, se cucciolo, se malato o anziano. Un cucciolo richiede infatti un periodo di ambietamento. Non è infrequente che durante le prime settimane in casa non riesca a dormire la notte, uggiolando, piangendo e facendo capricci e rumore. E' perfettamente normale: separato dalla mamma e dai fratellini a soli due mesi, per la prima volta si ritrova in un ambiente sconosciuto, da solo, con tantissima energia da scaricare e un bel bagaglio di ansia e frustrazione per il cambiamento. Dovremo essere pronti a consentirgli di dormire nella nostra stanza, a tranquillizzarlo e a sopportare qualche pianto proprio nel bel mezzo del nostro sonno ristoratore. La cosa positiva è che questa situazione è solo provvisoria e che esistono dei metodi per limitare al minimo la probabilità che questa evenienza si palesi. 
Per un cane adulto, magari proveniente dal canile, potremmo avere i medesimi problemi. Eliminazioni inappropriate, che per un cucciolo sono fisiologiche, non controllando ancora bene i muscoli della vescica, per un cane che ha vissuto molto tempo in una gabbia dove, per forza di cose, doveva fare i propri bisogni nello stesso piccolo ambiente in cui mangiava e dormiva, il suo box, possono costituire un problema che può richiedere anche molto tempo. Anche per questo ci sono strategie e metodi che possono permetterci di risolvere la situazione, ma in generale, dovremmo potergli dedicare del tempo e delle attenzioni almeno per i primi giorni. Nel caso del cane anziano, oltre ai problemi di ambientamento, possono insorgere problematiche fisiche per cui sarebbe bene poter monitorare per il primo periodo il suo comportamento prima di lasciarlo molte ore da solo. Anche il lato economico non è da sottovalutare. Vaccini, cure particolari per i disturbi senili, eventuali parassitosi e malattie da tenere sotto controllo, cure straordinarie dovute ad incidenti (i famigerati forasacchi, la rottura di un dente o di un'unghia, distorsioni, fratture, slogature, tagli nei polpastrelli, morsi, otiti...) sanno essere elemento di grande dispendio di soldi. Sarebbe bene, pertanto, fare una stima di quanto possiamo dedicare al nostro nuovo amico in termini di tempo e denaro prima di intraprendere questa avventura. 
Va bene, quindi questo primo nostro impegno non ci spaventa. Abbiamo soldi extra da parte, guadagnamo bene e abbiamo la possibilità di chiedere un periodo di ferie proprio in coincidenza con il suo arrivo a casa per permettergli di ambientarsi e conoscerci prima di essere lasciato da solo durante i nostri turni lavorativi. Siamo pertanto ancora intenzionati a procedere con l'adozione. 
Perfetto. In secondo luogo, è molto importante valutare la durata di questo impegno. Abbiamo parlato di problematiche immediate, che si presenteranno col suo arrivare a casa. Ma pensiamo anche agli anni a venire. Un cane, se non affetto da patologie, ha un'aspettativa di vita di 15 anni, in media. I cani di piccola taglia sono di norma più longevi di quelli di taglia grande. Dovremo pensare anche a lui quando ci proporranno una promozione, dovremo cambiare città, potremo perdere il lavoro o ci sposeremo e metteremo su famiglia. Saremo sempre della stessa idea quando il proprietario della casa in cui ci vogliamo trasferire in affitto non accetterà il nostro cane? saremo capaci di provvedere ancora ai suoi bisogni quando nascerà nostro figlio? sapremo considerare anche la sua presenza quando il nostro orario di lavoro aumenterà in seguito ad una scalata gerarchica o ad un aumento di stipendio? o se per un taglio al personale ci troveremo a dover dividere la casa con altre persone o a tornare dai genitori, ad andare all'estero o a fare lavoretti per sbarcare il lunario? Sono situazioni limite? forse. Ma in 15 anni, tante cose possono succedere. Non è detto accada, ma pensare al peggio ci aiuta a capire il nostro livello di determinazione. 
Ok, siamo pronti ad assumere un dog sitter che lo porti a spasso se il nostro lavoro aumenterà di mole, a rinunciare al nostro tenore di vita pur di mantenerlo anche in periodo di crisi, a dividerci tra lui e un bambino quando la nostra famiglia si allargherà. 
Passiamo ad un argomento per molti superfluo, per molti davvero fonte di stress: l'igiene. Un cane, relativamente alla sua dimensione, tipologia e attività, può essere davvero molto molesto sotto questo punto di vista. Molto spesso si pensa che basti scegliere una tipologia di pelo per evitare il problema. Non considerando che, ad esempio, il pelo del labrador è di gran lunga più difficile da rimuovere da tessuti e anfratti di quello del pastore australiano (aghetti che si infilano ovunque vs lanetta che rotola sul pavimento...). La pelle di molte razze ha un forte odore se non lavata frequentemente perché la quantità di sebo prodotto che serve a rendere il pelo impermeabile, tipico di alcuni cani da riporto in acqua, assume appunto un odore acre e pungente, paragonabile a quello del sudore per noi umani. Se il cane sale sul divano, fa uso di tappeti e coperte, molto presto questi tessili saranno impregnati. Più in generale, il cane porta con sé dall'esterno polvere e terra. I nostri mobili si sbiancheranno più velocemente e i nostri pavimenti e tappeti saranno da lavare a scadenze molto ravvicinate. I bambini gattonano e mettono le mani in bocca. Soprattutto se siamo mamme o speriamo di diventarlo presto, dovremmo pensare a quanta voglia avremo di pulire casa in continuazione, quando di energia ce ne resta davvero poca. In generale, se siamo maniaci dell'igiene, dovremmo pensare anche a questo fattore prima di procedere. 
In terzo luogo, l'impegno di tempo e di responsabilità che il cane comporta a lungo termine e quotidianamente. Avere un giardino può aiutare nel caso delle uscite fisiologiche, ma non sostituisce le passeggiate esplorative che quotidianamente dovremo dedicare al nostro cane. Come tutti gli animali sociali e territoriali, i cani hanno infatti bisogno di interagire coi loro simili, con l'ambiente che li circonda, "leggere" il notiziario composto da molecole di urina agli angoli delle strade e lasciare commenti sotto ogni notizia. A livello psicologico e mentale del cane, questa attività è di vitale importanza. Dovremo quindi ritagliare del tempo per accompagnarlo per la città, non dimenticando che ci sono delle regole da seguire. Guinzaglio, museruola laddove previsto. Se fortunati, il nostro cane accetterà ben volentieri di indossarli, altrimenti dovremo spendere tempo ed energie ad insegnarglielo. Se non in grado, potremmo aver bisogno dell'aiuto di un professionista. Nel caso di un cucciolo, perché da grande si comporti in modo adeguato, dovremo fare un lavoro meticoloso e costante di socializzazione. Nel caso di un adulto, se siamo fortunati, sarà equilibrato e socievole, altrimenti avremo probabilmente bisogno di un professionista che ci aiuti ad imparare a gestirlo per evitare che possa far male a qualcuno, scapparci, avere incidenti o provocare danni. 
Se anche queste obiezioni non ci spaventano, possiamo iniziare a pensare di prendere con noi un cane, non dimenticando che nel momento in cui decidiamo di farlo, gli stiamo di fatto togliendo la possibilità di essere adottato da altri. La nostra scelta deve essere quindi consapevole e rispettosa. Se dopo un anno decideremo che non è più nostro piacere tenerlo, lui avrà perso la possibilità di essere amato e protetto per tutta la vita per un nostro impulso egoistico e avventato. Sono situazioni che gli educatori di canile e di rescue vedono in continuazione e che fanno davvero male. Ma se siamo convinti che la nostra scelta sia per la vita, avremo fatto la felicità del nostro cane e della nostra famiglia. 

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