December 22, 2019

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June 4, 2018

Da qualche giorno, ci stiamo provando. Ieri, finalmente, abbiamo aperto gli occhi. La prima cosa che sono riuscita a pensare è stato "meno male! li ha!". Già perché tutto quanto quello che è normale per un cucciolo, per noi diventa una conquista. E Sibi avrebbe potuto non averli. Invece li ha, ne ha due e, sembra, della giusta grandezza. Su come stia la pupilla non riesco a saperne di più per il momento perché il colore è molto scuro e non riesco a vederla. So che ha fastidio alla luce forte, quindi non è completamente cieca. Ma non mi da l'idea di seguire movimenti, né di vedere oggetti di fronte a sé. Percepisce, credo, lo spostamento d'aria quando le muovo la mano davanti, perché tenta di afferrarla, ma non come farebbe un cucciolo vedente. 
Una buona notizia è che, nel frattempo, ho imparato a conoscerla meglio. Ho capito che il motivo dei suoi interminabili pianti spaccatimpani notturni sono dovuti non alla solitudine, al freddo o al fatto di non trovare una posizione comoda per dormire, ma al caldo. Dormendo insieme, adesso, con un materassino accanto alla cassaparto per evitare di salire e scendere duemila volte dal letto soppalcato ogni notte e non chiudere occhio, le ho permesso di "invadere" i miei spazi e lei mi ha chiaramente fatto capire che al suo vetbed, preferisce il pavimento accanto al mio materasso, sotto la lampada da studio che uso come luce pronta all'uso nel caso si dovesse svegliare o dovessi riempire la ciotola d'acqua a Rain che nel frattempo muore di caldo e sete, nella cassaparto con lei. 
Anche lei ha imparato un po' di cose su di me. Ha capito che non voglio ucciderla, quando la prendo in braccio, e che può anche evitare di urlare a squarciagola al rapimento. Ha capito che la riempio di baci, e forse ci si è rassegnata, quindi non si scosta più schifata, ma sta lì e se li prende, tranquilla. Ha capito che se la metto a testa in giù durante il biosensor, non la lascio e faccio cadere a capofitto da un metro, ma dopo pochi secondi la metto supina, che poi le tocco le zampine con una cosa fredda e la riconsegno a sua mamma su un vetbed pulito e in una cassa disinfettata. Ha capito che sulla bilancia, se sta ferma un secondo, non la costringo a starci un secolo, anche perché non entra più nel piattino! Ha capito che quando sente il mio tocco, semplicemente, sono io, non un orco che vuole mangiarla e non sobbalza più. Non ritira più neanche la pelle quando passo il dito sulla linea della sua colonna, come faceva pochi giorni fa. Ma tollera il contatto che, anzi, sembra gradire. E quando è in braccio, si accoccola sul fianco del collo, invece di divincolarsi e rischiare di cadere. 
Queste, le note positive, a bilanciare, in un certo senso e per quanto possibile, la sensazione che non veda oltre che il bagliore della luce del sole e la fioca luce di una lampadina notturna. 

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